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lunedì 4 luglio 2011

Il LIBRO NERO della massoneria, dall’Adamo androgino ai nostri giorni con documenti inediti. Roberto Amato,3.33.


Tante verità nascoste.

Per lunghi secoli una parte dell’Umanità è stata largamente ignorata dalla cultura e dalla letteratura: la donna insieme a tutto ciò che è connesso alle tematiche femminili.
Il susseguirsi degli eventi storici e le evoluzioni sociali hanno segregato la donna nei meandri più reconditi, riconoscendole a volte solo un ruolo simbolico o mitico.
Perché un libro dedicato alle donne nascoste?
La Massoneria, guidata dal cuore, dall’intelletto e dall’impegno attivo, non solo degli uomini, ma anche delle donne ha superato periodi di grande persecuzione sia da parte dei re in passato che dai governanti di destra o di sinistra nella storia recente. Le donne, in particolare, si sono sacrificate tanto per realizzare questo percorso iniziatico esoterico, e non lo hanno fatto per ricevere qualcosa in cambio, ma semplicemente per trasmetterlo agli altri con grande responsabilità.
Vorremmo che si riconoscesse alle sorelle il loro giusto valore e il ruolo determinante che hanno avuto nel nostro cammino di vita: la Libera Muratoria.
Con questo libro rivendichiamo un posto al sole alle sorelle, alle madri, alle mogli e alle figlie, che hanno lottato direttamente e indirettamente con tanto amore, tenacia , passione e che hanno sacrificato la propria vita e, fatto gravissimo, a volte hanno subito l’abbandono e la persecuzione di quei Fratelli che l’ignoranza e la paura avevano reso ciechi.
Una grande lotta per un unico diritto: il diritto all’uguaglianza iniziatica, un diritto fondamentale che, dopo migliaia di anni, ancora oggi non è accettato del tutto.
Un colleggio superiore di uomini “saggi” inserito nella Scuola della Natura; un angolo del Pianeta in cui vivere in assoluta libertà, tra uomini liberi da preconcetti e dogmi intellettuali, alla luce di una totale fratellanza e uguaglianza.
Le donne sono rimaste troppo a lungo nell’ombra e la letteratura non gli ha mai riconosciuto una testimonianza veritiera.
Una forzata amnesia massonica, voluta o imposta, non esclusivamente italiana, nel tentativo di avere quei tanti “riconoscimenti” esteri di regolarità massonica.
La società contemporanea, nonostante la divulgazione di internet – che incarna la Globalizzazione - che ha permesso l’accesso delle informazioni a uomini e donne, rimane sempre la chiusura mentale verso quest’ultime.
Sin dalla nascita, il ruolo femminile nella Massoneria era vissuto indirettamente, oggi esso ha un’importanza simile a quella maschile per le conquiste ottenute dalle donne nel sociale e nel privato.
Nonostante ciò, permangono sempre dei pregiudizi verso il sesso debole. Sin dalla creazione del genere umano, infatti, c’è stata inculcata l’inferiorità della donna perché l’uomo è stato creato direttamente da Dio e la donna deriva dalla carne dell’uomo.
“Allora Dio, il Signore, prese dal suolo un po’ di terra e, con quella, plasmò l’uomo.” “ Allora Dio, il Signore, fece scendere un sonno profondo sull’uomo, che si addormentò; poi gli tolse una costola e richiuse la carne al suo posto. Con quella costola Dio, il Signore, formò la donna e la condusse all’uomo”.
“Allora egli esclamò: Questa si! E’ osso delle mie ossa, carne della mia carne. Si chiamerà: Donna perché è stata tratta dell’uomo.

Se si analizzano le materie prime della creazione, il fango e la carne, dobbiamo constatare che quest’ultima è più nobile rispetto alla prima.
In virtù di ciò si può affermare che la donna è più pura e più vicina a Dio, rispetto all’uomo.
La prova inconfutabile è dimostrata dal fatto che la perfezione delle donne è stata premiata con il concepimento e il dono della vita.
Questo pregiudizio verso le donne rappresenta un blocco mentale e sociale voluto che, come un muro di gomma, rimane difficile da sormontare.
Bisogna anche sottolineare che la forza di convincimento della donna risale proprio ad Adamo e Eva.
Le donne, considerate esseri inferiori, hanno sempre scontato, nei secoli bui, il beffardo e temutissimo ritorno dell’influenza di Satana e delle sue schiere di angeli caduti, il fatto d’esser state complici fin dal Paradiso Terrestre del Grande Tentatore.
Infatti Eva, con la sua ascendenza convinse il primo uomo a prendere la sua stessa decisione che li portò alla “cacciata dall’Eden” e di conseguenza, dell’intera umanità.
Sono quindi le femmine peccaminose, portate di natura alla lussuria, le prime prede di questi esseri infernali con le corna e il piede forcuto.
E’ a questo errore d’origine che si rifanno tutte le autentiche società iniziatiche nel proporre l’iniziazione ai loro adepti.
Si vuole qui ricordare che, tradizionalmente e fin dalle più remote civiltà, la donna aveva diritto ad alcuni tipi di iniziazione al pari dell’uomo, ma non poteva trasmettere i poteri iniziatici.
Adamo ed Eva non sono stati essi stessi iniziati, dal loro Fattore o dal Serpente, a seconda dei punti di vista?
Un Gran Maestro di una nazione che ha subito una guerra civile di religione, recentemente, in una conferenza massonica affermava: “chi dimentica, non merita!”.


Perche' io sono la prima e l'ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che da' la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creo'.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli e' il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poichè io sono la scandalosa e la magnifica.
(Ritrovato a Nag Hammadi)



Un cammino pieno di ostacoli partendo dall’Adamo androgino fino al dogma tutto italiano del 1969.

Adamo fu il primo “iniziato”. Egli, fedele alle istruzioni ricevute da Dio, fondò l’equivalente della prima loggia.
Suo figlio Lamech (il cui nome significa forza) divenne il suo successore ed egli, a sua volta, iniziò i propri figli alla Legge Divina, i quali, alla luce della saggezza, fecero prodigiose scoperte.
Jubal … fece progredire la geometria, ed inoltre “ fu padre di coloro che suonano la cetra e la zampogna” (Genesi, iv, 21).
Tubalcain fondò i principi dell’Alchimia e dell’arte metallurgica e la loro sorella insegnò alle altre donne l’arte del tessile.
Ma l’umanità era destinata a dimenticare la parola di Dio e a cadere nelle tenebre dell’ignoranza. I figli di Lamech, prevedendo la catastrofe, incisero i risultati delle loro scoperte su due grandi colonne litiche che sfuggirono alla distruzione causata dal diluvio e, quando la collera divina si placò, un uomo chiamato Hermes o Hermorian, ebbe il compito di ritrovare i due pilastri e, una volta comprese le straordinarie rivelazioni che vi erano scolpite, decise di trasmetterle esclusivamente a chi fosse stato in grado di farle rifiorire.
Hermes si recò a Babilonia dove, dopo aver assunto il nome di Nemrod diede vita ad una nuova loggia e con l’aiuto dei nuovi Liberi Muratori edificò palazzi, torri e templi; la stessa cosa fece a Ninive ed infine inviò trenta fratelli in Oriente, affinché l’esoterismo massonico fosse diffuso in tutta la Terra. Nemrod esortò i suoi adepti ad amarsi vicendevolmente ed a venerare i Maestri che possedevono i segreti dell’arte. Quando morì, Dio lo trasformò in una stella. Ancora oggi, levando gli occhi verso il cielo, i massoni troveranno sempre la stella di Nemrod che guiderà i loro passi.
Invece secondo alcune leggende ebraiche, Adamo, il primo iniziato in Massoneria, doveva essere stato un androgino, prima che Eva si staccasse da lui e si rendesse autonoma.
La mitologia massonica va intesa quindi come insegnamento massonico e non come una mera ricostruzione storica.
L’esclusione della donna dalla Massoneria “regolare” – patente rilasciata solo dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra, e ad un solo Ordine massonico per singolo Stato – pone problemi o ipotesi di diversa natura.
Su questo tema Renè Guenon affermò: “…Come stavano le cose nel Medio Evo? Sicuramente non è impossibile che le donne fossero allora ammesse in alcune organizzazioni che possedevano un’iniziazione che si riferiva all’esoterismo cristiano, e ciò è del tutto verosimile; ma poiché tali organizzazioni sono fra quelle di cui da molto tempo non rimane più traccia, è ben difficile parlarne con sicurezza e in modo preciso e, in ogni caso, è probabile che non vi fossero in esse se non possibilità molto limitate. Quanto all’iniziazione cavalleresca, è anche troppo evidente che, a causa della natura, essa non potrebbe assolutamente convenire alle donne; e lo stesso è da dire delle iniziazioni di mestiere, o per lo meno delle più importanti fra di loro e di quelle che, in un modo o nell’altro, sono continuate fino ai nostri giorni. E’ qui, precisamente, la vera ragione dell’assenza di qualsiasi iniziazione femminile nell’Occidente attuale: tutte le iniziazioni che vi permangono sono essenzialmente fondate su mestieri il cui esercizio appartiene esclusivamente agli uomini.”
Benché la presenza delle donne sia sempre stata negata, come evidenziato anche nel quarto articolo di Andersen, è più volte documentata.
Nella storia della Massoneria corporativa, infatti, si trovano segni che attestano che le donne erano ammesse nelle Gilde degli Artigiani, con parità di diritti e doveri.
In Francia il “Livre des Métiers” di Etienne Boileau (1268) prevedeva l’accesso delle donne nelle Corporazioni artigiane, e la loro elevazione al grado di Maestro, anche in mestieri manuali tradizionalmente maschili.
Nel 1375 si accerta, la presenza femminile nelle Gilde degli artigiani come in quelle dei carpentieri di Norwich, con Sabine De Steinbach, figlia del Maestro Architetto della cattedrale di Strasburgo.
Nel “Poema Regius” , il più antico e importante documento massonico datato 1390 circa, in nessun verso si evince l’esclusione delle donne; al contrario si parla più di una volta “…così ciascuno insegnava all’altro, e si amavano l’un altro come fratello e sorella…”. Scritto in Middle English, non si può definire, a stretto rigore, una "Costituzione" sebbene abbia più elementi di una costituzione che non caratteri artistici di poesia.

I massoni operativi, nei tempi antichi, dovevano spostarsi dai loro luoghi di origine, vivere insieme e lavorare per diversi anni per dedicarsi alla costruzione degli edifici di culto. Nell’Antica Massoneria operativa, le persone di sesso femminile erano precluse dalle Corporazioni maschili, salva la eccezione di cooptare vedove e orfane di Maestri in caso di bisogno.
La donna è presente nelle tradizioni iniziatiche-corporative occidentali, a due livelli: esplicitamente come “sorella del mestiere” e come “vedova del maestro”, a cui venivano trasmessi i segreti dell’arte, affinché potesse sostituire la funzione del marito, fino al compimento dell’apprendistato del figlio, ed anche come “madre-ostessa” referente delle Confraternite locali per gli artigiani itineranti.

Bisogna rispettare la convinzione della Massoneria mondiale “regolare”, che esclude le donne in via di principio, ma abbiamo anche il dovere di riflettere sulle opinioni di quanti dissentono, specialmente di quelle comunioni massoniche - a torto o ragione considerate "irregolari" - che accolgono le donne tra le loro fila.
Peraltro, in considerazione anche della convinzione di molti massoni, la loro esclusione dalla massoneria non è proprio così scontata come potrebbe apparire, a tal punto che moltissime comunioni massoniche regolari di tutto il mondo hanno favorito la crescita e la divulgazione di strutture paramassoniche in cui è ammesso il sesso femminile: per ora solo mogli e parenti strette di massoni ma, col tempo, forse avverrà che tali associazioni possano accogliere le donne, prescindendo dai rapporti di parentela con i fratelli liberi muratori.
Smentita la prima affermazione sulla non presenza o l’esclusione delle donne nell’antica Massoneria Operativa, numerose fonti bibliografiche, hanno dimostrato che il Tardo Medioevo, contrariamente a quanto si crede, vide alcune donne raggiungere un notevole grado di emancipazione sociale e culturale.
Possiamo inoltre affermare che l’iniziazione massonica non è femminile o maschile, ma l’una è complementare all’altra come lo sono il sole e la luna.
Il Recipiendiario che si presta a diventare Apprendista Libero Muratore, nella cerimonia di iniziazione massonica, trova la realtà della donna “lunare” in quanto “ perfetta polarità contraria” a quella dell’uomo “solare”.
Riportiamo dal rituale per l’iniziazione del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, di recente, il testo che è stato rielaborato dalla Commissione per i rituali nel 1998, al momento di procedere alla vestizio¬ne del neofita, il Maestro Venerabile conse¬gnandogli un secondo paio di guanti bianchi, gli fa presente:

“Fratello, essendo la nostra Iniziazione solare, le donne non sono ammesse ai nostri Lavori; tuttavia noi le rispettiamo e le onoriamo. Questi guanti sono destinati a Colei che rappresenta la tua polarità contraria, cioè quella lunare.”
La presenza della polarità “femminile” e “maschile” non compare nel rituale dell’ Apprendista Libero Muratore del 1955 della Gran Loggia Nazionale dei Liberi Muratori d’Italia (GRANDE ORIENTE D’ITALIA).

Nello stesso si legge a pagina 36 :

“… vi ricordino questi guanti che le azioni del Libero Muratore debbono essere sempre pure e che egli mai deve macchiarsi di iniquità.”


Vogliamo denunciare che un circolo molto ristretto di Fratelli che si richiamavano al G.O.I., ha apportato questa modifica nella revisione del rituale del 1969 per giustificare l’esclusione della donna. Dal 1969, infatti, la quasi totalità dei Fratelli non conosce questa modifica e ritiene il rituale in uso quello derivante dagli antichi Liberi Muratori. Fermo restando che successivamente alla modifica del 1969 – per la maggior parte dei Fratelli – l’iniziazione massonica è riservata solo agli uomini, quindi ha un carattere prettamente solare, non bisogna disconoscere – per non negare l’evidenza – l’importanza della donna quale opposto e complementare all’uomo.
Tale rimprovero è rivolto anche alle Sorelle delle organizzazioni massoniche femminili, miste e paramassoniche, che giustificano l’esclusione della donna nella polarità sole-luna. Per dimostrare tale affermazione riportiamo un pezzo del capitolo Fiorentino Beatrice della Stella d’Oriente:

“…La donna segue la via umida, la via lunare; al contrario del Sole, la Luna non irradia luce propria, ma senza il suo chiarore, riflesso di quello solare, le più profonde tenebre coprirebbero la Terra nelle ore notturne…”
Dall’incontro degli opposti, nasce l’equilibrio e l’armonia di tutto ciò che esiste; senza il due, l’uno non creerebbe il tre, il simbolo della perfezione. Uomo o donna si completano a vicenda, il simbolo del loro complemento è dato dall’Androgino, la mitica creatura bisessuale, maschile a femminile allo stesso tempo.
Senza andare oltre in un simbolismo che continuamente richiama l’attenzione su di una incontrovertibile realtà, si può dire che la via solare seguita dal Massone doveva essere completata da un cammino accessibile alla sua compagna, non più facile, ma più pratico, che consentisse la proiezione degli ideali massonici fuori ed oltre il chiuso delle Logge….”

Partendo dal presupposto che la Massoneria non accetta dogmi, come fa ad accettare questa modifica del 1969 divenuta negli ultimi trenta anni, il dogma massonico in Italia, e nelle zone dove ha interferito?
Siamo costretti così a confrontarci con questo dogma.

ROBERTO AMATO, 3.33.


The Standards of Recognition

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The Commission on Information for Recognition
The Conference of Grand Masters of Masons of North America


Since the delegates of this Conference change each year, it important to restate the Standards of Recognition adopted for our guidance when this Commission was formed in 1952. These are the guidelines used to evaluate Regularity of a Grand Lodge, and thereby determine whether it is worthy of consideration for Recognition by our member Grand Lodges.

This Commission provides this data for use by our Grand Lodges, and does not attempt to influence or recommend what action should be taken. The Commission serves in an investigative and advisory capacity only.

The standards of Recognition are summarized as follows:

1.Legitimacy of Origin
2.Exclusive Territorial Jurisdiction, except by mutual consent and/or treaty.
3.Adherence to the Ancient Landmarks � specifically, a Belief in God, the Volume of Sacred Law as an indispensable part of the Furniture of the Lodge, and the prohibition of the discussion of politics and religion.

Happy Birthday America!

XIV Congresso Nordeste das Filhas de Jó .


O XIV Congresso Nordeste das Filhas de Jó será realizado nos dias 28, 29 e 30 de Outubro de 2011. O nosso objetivo principal é promover uma maior interação entre os Bethéis do Nordeste e Supremos Deputados Assistentes, além de debater sobre ritualística e eleger a Miss Filha de Jó Nordeste 2011.

Charte des valeurs du Grand Orient de France.


Les Francs-maçons du Grand Orient de France réaffirment le lien intime de la devise républicaine LIBERTÉ – ÉGALITÉ – FRATERNITÉ avec l’identité maçonnique.

Fidèles à leurs valeurs, défenseurs vigilants de l’idéal républicain, les Francs-maçons du Grand Orient de France ont décidé, à la veille de grandes échéances, de rappeler leurs engagements :

Démocratie

La France fonctionne selon le système politique de la démocratie représentative et conformément aux principes fondateurs de la République. Le Grand Orient de France, historiquement lié à ces principes, considère qu’ils ne doivent être détournés de leur sens par quiconque, homme ou groupe.

Laïcité

Le Grand Orient de France attache une importance fondamentale à la Laïcité telle qu’elle a été instaurée par la loi de 1905.

Dans le respect des croyances de chacun, il condamne toute ingérence religieuse dans la conduite des affaires de l’État, que ce soit par les autorités religieuses ou par les élus de la République.

Il entend ici rappeler en particulier que la révision des lois sur la bioéthique ainsi que les textes qu’il revendique sur le droit de mourir dans la dignité doivent être élaborés dans le respect de ce principe de laïcité.

Solidarité sociale

Les conséquences dramatiques au plan social et humain de la crise financière sur la vie économique amènent à construire de nouvelles solidarités. Le Grand Orient de France y sera attentif et y prendra toute sa part.

Ainsi, il revendique la prise en charge dans un système de solidarité défini par l’État, excluant le recours à l’assurance privée, de l'aide à l'autonomie définie selon l’appellation du "5ème risque".

Citoyenneté

La citoyenneté se nourrit des valeurs de Liberté, d’Égalité et de Fraternité.
Le Grand Orient de France prône l’éthique, le civisme, la responsabilité et la solidarité. Il rappelle ses engagements fondamentaux sur le respect des autres, la tolérance mutuelle, la liberté de conscience qui constituent les clés du "vivre ensemble".

Environnement

L'environnement est le bien commun de l'humanité. L’être humain en est la composante et l’acteur majeur. Il lui appartient, par sa réflexion et son action, de le préserver et de le transmettre aux générations futures. D’autres modes de vie sont à penser permettant le respect de la nature.

Dignité humaine

Le Grand Orient de France rappelle que l’État républicain a le devoir constitutionnel de permettre au citoyen de se nourrir, de se loger, de se soigner. "La première loi sociale est donc celle qui garantit à tous les moyens d’exister".

Droits de l’Homme

Tels que définis par la Déclaration Universelle des Droits de l'Homme de décembre 1948, ils sont consubstantiels à la République. Le Grand Orient de France considère qu'ils constituent le présent et le futur de l'humanité.

GLNF. François STIFANI fait condamner l’hedomadaire MINUTE en diffamation .

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Communiqué FMR Myosotis .

Nous voici donc, à cause d'une raison de procédure, repartis pour une incertitude désormais insupportable de plusieurs semaines.



Nous sommes, sur le plan maçonnique dans une situation très grave, qui appelle la prise de décisions.




La GLNF n'est plus une obédience régulière, les Grandes Loges du monde lui retirent les unes après les autres leur reconnaissance et s'en détournent.




Or la régularité est pour nous le gage de la poursuite de notre progression maçonnique dans le respect des Règles fondamentales de la Tradition, qui sont bafouées par l'obédience en laquelle nous avions mis notre confiance.




Cette confiance n'existe plus et laisse les Frères et les Loges en déshérence.




Nous devons impérativement retrouver les conditions de cette Régularité qui fait de nous les Maçons que nous voulons être, et s'il le fallait, les recréer.




Depuis quelques jours circulait une déclaration solennelle de Loges ayant fait le même constat, et souhaitant y apporter une solution fraternelle.




Nous avons décidé de la publier aujourd'hui, en réaction à une situation si dégradée qu'elle nécessite des actes forts.




Plusieurs dizaines de Loges partout en France l'ont déjà signée, après avoir réuni leur Chambre du Milieu.



Nous invitons toutes les Loges de la GLNF à faire de même.



Nous précisons que cette action de suspension des liens maçonniques d'avec une obédience devenue irrégulière, ne signifie pas que nous quittions la GLNF, dont nous sommes et restons membres à titre individuel.




Dans l'attente du jugement à venir, et de diverses actions en cours pour restaurer nos droits associatifs, nous considérons que cette solution est de nature à restaurer les conditions d'une pratique maçonnique conforme à nos idéaux, et préservant nos intérêts.



Mes Frères, il apparaît aujourd'hui que cette initiative est la seule qui nous permettra de retrouver les conditions de pratique de la Maçonnerie que nous aimons et qui nous réunit, toutes tendances de l'opposition rassemblées pour ce premier pas vers la Refondation de la GLNF.



Au plan pratique, cette déclaration devra être adressée au Grand Secrétaire de la GLNF et pour que nul n’en ignore à l’adresse suivante: logesregulieres@gmail.com.



Claude Seiler Dominique Moreau
A LA GLOIRE DU GRAND ARCHITECTE DE L’UNIVERS

A toutes les loges régulières de France

Nous, Respectable Loge…… membre de la Franc-maçonnerie universelle, traditionnelle et régulière, inscrite sous le numéro… dans les registres de la Grande Loge Nationale Française ;

Considérant que le Grand Maître démissionnaire François STIFANI a, par ses actions, manqué au respect des principes qui, de manière coutumière, gouvernent les Loges régulières, notamment :

 L’article 6 de la Règle en douze points de la Franc-maçonnerie édictée par la Grande Loge Nationale Française :

« La Franc-maçonnerie impose à tous ses membres le respect des opinions et croyances de chacun. Elle leur interdit en son sein toute discussion politique ou controverse religieuse.

Elle est un centre permanent d’Union Fraternelle où règne une compréhension tolérante et une fructueuse harmonie entre des hommes qui, sans elle, seraient restés étrangers les uns aux autres ».

 L’article 11 :

« Les Francs-Maçons contribuent, par l’exemple actif de leur comportement sage, viril et digne, au rayonnement da l’ordre dans le respect du secret maçonnique ».

 L’article XIX des règlements des constitutions de la première Grande Loge, dites Constitutions d’Anderson (1723) :

« Si le Grand-Maître abusait de son Pouvoir et se rendait indigne de l’obéissance et la Sujétion des Loges, il serait traité alors de la manière qui sera fixée par un nouveau Règlement : jusqu’ici en effet, l’ancienne Confrérie n’a jamais eu l’occasion de la faire, parce que tous ces GRANDS-MAÎTRES se sont toujours montrés dignes de cet honorable Office ».


Considérant que ces manquements graves et renouvelés expliquent le chaos qui règne actuellement au sein de la GLNF : intimidations ; invitation des caméras de télévision dans l’espace sacré de nos loges ; communications dans les médias et engagements politiques ; sanctions et exclusions de nombreux frères ne demandant que le retour au travail et aux valeurs de la Franc-maçonnerie de tradition ; non respect de décisions judiciaires exécutoires ; rupture unilatérale avec les Juridictions ordinales traditionnelles et régulières ;

Considérant que ces errements ont déjà entrainé sur le plan extérieur la suspension de la reconnaissance de la G.L.N.F par plusieurs Grandes Loges régulières ;

Considérant que, pour l’ensemble de ces raisons, la majorité des loges régulières ne reconnaissent plus, depuis plusieurs mois, le TRF François Stifani comme Grand Maître ;

Considérant que les dérives de sa gouvernance chaotique ont entraîné notre Obédience en dehors des chemins de la régularité, et soucieuse de permettre aux Frères de leur Loge, sans exception aucune et quel que soit leur rite, de poursuivre leur parcours maçonnique dans un climat apaisé ;

En dehors de toute appartenance à un quelconque mouvement particulier, sans ambition personnelle et collective, et après avoir consulté les Maîtres Maçons de notre Atelier, et obtenu, dans le respect des us et coutumes de la Maçonnerie Traditionnelle, leur accord à la majorité qualifiée des 2/3 :
DÉCIDONS

• de suspendre provisoirement nos liens maçonniques avec la Grande Loge Nationale Française, le temps qu’une puissance maçonnique respectueuse des critères de la Franc-maçonnerie régulière universelle soit de nouveau présente sur le territoire français ;

• d’appeler l’ensemble des Loges de la Grande Loge Nationale Française, tous Rites confondus, à les rejoindre pour travailler, à la Gloire du Grand Architecte de l’Univers, dans cet espace de respect retrouvé de l’autre, aussi longtemps que la gouvernance de cette obédience continuera de s’écarter des Principes Fondamentaux de la Maçonnerie Universelle.
Au besoin, en nous regroupant prochainement dans une structure conforme aux valeurs universelles et intemporelles véhiculées par la Franc-maçonnerie, pour y accueillir les Frères réguliers qui, membres de la GLNF, ne trouvent plus dans cette obédience les conditions de travail maçonnique traditionnel et régulier.
Espérant que la GLNF saura, après le départ de celui qui se prétend encore son Grand Maître, redevenir le foyer chaleureux de cette régularité.

Fait à :
Le :
Le Vénérable Maître en chaire

Centro Cultural de la Biblioteca Julio Rateriy.

Gabinete Marplatense de Estudios Históricos Regionales

XXII Congreso de Historia Regional"Gesué Pedro Noseda"

19 al 23 de septiembre 2011 – Biblioteca "Rateriy"

En la oportunidad presentaré el texto:
Notas y documentos sobre los masones en Mar del Plata: Vida, acción e ideasÍndice-resumen: 1) Los masones de la Logia "7 de Junio de 1891" y un documento homenaje a los hermanos Bronzini, Nocelli, Mora y Kissling; 2) De San Martín a Franco: Masones y exiliados españoles en Mar del Plata, Augusto Barcia y Blasco Garzón; 3) La 8ª Asamblea Nacional del Gran Oriente Federal Argentino en Mar del Plata y la Declaración de Principios contra la violencia, las dictaduras y el fascismo.

El año pasado, y en el marco de los congresos anuales del Gabinete Marplatense de Estudios Históricos Regionales, presenté el texto "Historia de las Logias masónicas en Mar del Plata". Al respecto, el resumen establecía: En el presente artículo adjunto notas, apuntes y documentos sobre el accionar histórico de la Masonería en Mar del Plata. Los mismos se refieren a las Logias "7 de Junio de 1891 Nº 110" y "Estrella del Mar Nº 400", a Teodoro Bronzini y al Gran Oriente Federal Argentino G. O. F. A., que existió entre 1935 y 1956, hasta la reunificación masónica en 1957, con la Gran Logia de la Masonería Argentina del Rito Escocés Antiguo y Aceptado, constituyendo la actual Gran Logia de la Argentina de Libres y Aceptados Masones. Aquí se ve reflejado el aporte social de los masones marplatenses durante aquellos años.
El actual trabajo continúa con la línea ya trazada y amplía el tema con nuevos aportes.

Con la participación de historiadores, docentes e investigadores del sur este de la provincia de Buenos Aires se convoca al XXII Congreso de Historia Regional, organizado por el Gabinete Marplatense de Estudios Históricos Regionales. El mismo se encuentra inscripto en el marco de la Comisión del Bicentenario 1810-1816 de los Institutos de Historia de la Secretaría de Cultura de la Presidencia de la Nación y Miembros Adherentes.

A la presente edición, 2011, en reciente resolución del plenario mensual del Gabinete se ha impuesto el nombre de Gesué Pedro Noseda, Ciudadano Ilustre de la Provincia de Buenos Aires y Miembro Titular Honorable del Gabinete, como reconocimiento a sus aportes, trayectoria y destacada labor como investigador en el campo Arqueológico y Paleontológico bonaerense.

Las sesiones tendrán lugar en las instalaciones del "Centro Cultural de la Biblioteca Julio Rateriy", calle XX de Septiembre 2638, Mar del Plata, Provincia de Buenos Aires. La apertura del Congreso será el día lunes 19 de septiembre de 2011 a las 18 horas, estando previsto su desarrollo hasta el viernes 23. Podrán solicitar mayores informes al teléfono (0223) 472 7739 ó a la dirección de correo electrónico gabinetemehr@yahoo.com.ar

El Gabinete Marplatense de Estudios Históricos Regionales, entidad organizadora, informa que este Congreso ha sido declarado de interés cultural por la Honorable Cámara de Senadores de la Provincia de Buenos Aires y por el Honorable Concejo Deliberante del Partido de General Pueyrredon.

Il Punto all’interno del Cerchio

Comunicazione dell’autore (Michele Barresi) da un lavoro in corso di stampa per i tipi della Tipheret, soggetta alle leggi del Copyright.


Il Punto all’interno del Cerchio

Quello che risulta essere uno dei simboli più antichi della

Tradizione muratoria, è al contempo uno dei meno conosciuti, ma in realtà tra i più importanti.

Nessuno conosce la vera origine di questo simbolo. Ciò che è certo è che si tratta di uno degli emblemi muratori più antichi.

Anzitutto, possiamo dire che esso, come è facile notare, risulta dalla combinazione di due simboli (per questo viene più correttamente definito un “emblema”): il Cerchio ed il Punto.

Sin dalla notte dei tempi la figura del Cerchio è stata considerata dall’uomo un simbolo del Divino, e ciò (solo per citare la più banale spiegazione), per l’attitudine del cerchio a rappresentare simbolicamente Ciò che non ha inizio ne fine.

Stesso discorso possiamo fare per il Punto (la trasposizione grafica dello zero), il quale, è sempre stato parimenti considerato uno dei simboli del Divino, per la sua caratteristica di essere la “forma delle forme”, l’elemento geometrico che, seppur senza dimensioni, è contenuto in tutte le forme geometriche, anzi ne costituisce l’elemento di base.

Il Punto all’interno del Cerchio lo troviamo connesso con i culti solari, la più antica forma di spiritualità conosciuta; molte rovine di antichi templi dedicati al culto del Sole e del Fuoco, infatti, sono di forma circolare, con un altare centrale (il Punto) che corrisponde al Sancta Sanctorum.

Sempre lo stesso simbolo lo troviamo anche in India, terra di antichissime tradizioni spirituali e mistico/religiose ed in molte delle religioni orientali, ad ulteriore riprova della universalità e della vetustà di questo simbolo.

Senza volere (né potere) affrontare le innumerevoli significanze attribuibili a tale emblema, possiamo sinteticamente affermare che esso rappresenta i principi assoluti dell’eterno mascolino e dell’eterno femminino, attributi immanenti del Divino in ogni tempo, che non devono essere assolutamente interpretati nella loro accezione sessuale, ma quale simbolo delle due forze contrapposte (attiva e passiva) che regolano l’Universo.

In questo senso il Punto, simbolo del mascolino, si trova all’interno del Cerchio, simbolo del femminino, a simboleggiare il potere fecondativo e generativo dell’unione degli opposti.

Resta chiaro, e ciò valga quale premessa a quanto segue, che dobbiamo sempre ricordare come ogni Simbolo possa dare luogo a tante interpretazioni diverse, ciascuna di esse restando sempre vera e corretta, almeno fino a quando non sia palesemente contraddittoria con se stessa.

Ecco perché se il punto all’interno di un cerchio possiede diversi significati in molte Tradizioni religiose ed esoteriche, dobbiamo aspettarci che possa essere interpretato in diversi modi (o per meglio dire, a più livelli) anche nella Libera Muratoria.

Anzitutto và detto che il simbolo massonico del punto all’interno del cerchio viene (a torto) considerato quale un elemento riferibile esclusivamente al “terzo grado”, in ragione di un particolare passaggio del rituale di apertura e di chiusura della Loggia in camera di Maestro.

In realtà, se analizziamo i “Catechismi Muratori” di primo grado, a partire dal 1880, scopriamo che in essi tale simbolo viene citato e trattato; ad es., nelle spiegazioni del Quadro di Loggia di primo grado, testualmente leggiamo che “In ogni Loggia regolare, ben formata e debitamente costituita, c'è un punto all'interno di un cerchio intorno al quale i Fratelli non possono errare. Questo cerchio è limitato fra Nord e Sud da due grandi linee parallele, la prima rappresentante Mosè e l'altra il Re Salomone; sulla parte superiore del cerchio poggia il Volume della Legge Sacra aperto, a sostenere la Scala di Giacobbe, e se noi ci convertiamo a quel Sacro Libro e aderiamo alle sue dottrine come quelle due Grandi Parallele, essa ci condurrà a Colui che non ingannerà, né si lascerà ingannare. Passando attorno a questo cerchio noi dobbiamo di necessità toccare ambedue queste linee parallele, come pure il Volume della Legge Sacra: e finché un Massone si mantiene così circoscritto è impossibile che sbagli”.

Questo, pertanto, è il primo (e più comune) significato (per la verità alquanto ermetico) assegnato al simbolo in argomento.

Secondo altre interpretazioni (più recenti), le due linee parallele (tangenti con il cerchio), rappresentano i due San Giovanni, i due eminenti Patroni cristiani della Massoneria.

In questo senso, il punto rappresenterebbe il Sole, ed il cerchio il moto di rivoluzione della terra nei 360 gg. dell’anno, scandito dai due solstizi (invernale ed estivo) rappresentati dai due Giovanni.

Mentre, secondo una visione più “fantasiosa”, il simbolo simboleggerebbe una Loggia massonica nel suo momento più Solenne: quello dell’iniziazione di un profano. Secondo tale interpretazione il punto corrisponderebbe al candidato presso l’Altare, il Cerchio al Santo dei Santi e le due linee rappresenterebbero i Fratelli nell’attesa di vedere l’iniziando prendere la Luce.

Mackey (uno dei padri fondatori della Massoneria moderna), invece, riscontra in questo simbolo un analogia con la Loggia, osservando che come il Venerabile ed i Sorveglianti rappresentano nella Loggia il Sole in tre posizioni, ed essendo la Loggia un simbolo (essa stessa) del mondo (o universo), il cerchio può essere considerato quale rappresentativo della Loggia, il punto corrisponde, invece, al Sole al suo meridiano, e le due linee il Venerabile ed il 1° S. (Sole all’alba ed al tramonto).

Ma vi sono anche delle spiegazioni che ricollegano l’utilizzo di tale simbolo alla Muratoria operativa, nell’ambito della quale lo stesso era già conosciuto.

Come noto, sin dai manoscritti massonici più antichi, la Geometria è considerata il “padre putativo” della Massoneria stessa.

Ciò che è certo è che le grandi Cattedrali europee non furono progettate e realizzate da ignoranti..., tutt’altro. Gli “architetti”, i Maestri del tempo erano persone affatto ignoranti che, a parte la conoscenza tecnica necessaria, possedevano una cultura generale, teorica e anche filosofica, invidiabile.

E certamente essi conoscevano la Geometria, con particolare riferimento ad Euclide. Egli, infatti, nella sua opera “Elementi” (Libro IV) riprende e dimostra una nota proposizione di Talete di Mileto: “ un angolo inscritto in un semicerchio è un angolo retto”.

Ora, per comprendere l’importanza di tale proposizione per i Muratori operativi, bisogna fare qualche passo indietro.

Gli strumenti utilizzati dai costruttori di cattedrali erano molto simili a quelli usati dai muratori odierni, essi, infatti, utilizzavano maglietti, mazzuoli e martelli; avevano scalpelli e cazzuole proprio come oggi. E, naturalmente, usavano anche il filo a piombo, la squadra, la livella ed il regolo da 24 pollici per misurare, livellare e tracciare il loro lavoro.

A quel tempo la squadra, la livella ed il filo a piombo erano fatti con materiali (diremmo oggi) poveri, quali il legno, la corda ed un piombino.

Era più che essenziale, quindi, un’attenta manutenzione degli strumenti.

Un buon lavoro, infatti, non poteva essere portato a termine con strumenti difettosi. Un edificio retto e diritto (tecnicamente “a squadra”) non avrebbe potuto essere eretto utilizzando squadre, livelle o fili a piombo difettosi.

Ma sappiamo, e lo sapevano anche i nostri antichi fratelli, che il legno si logora quando viene utilizzato sulla superficie ruvida della pietra e si deforma quando viene esposto all’acqua o all’umidità dell’aria.

Il metallo, invece, utilizzato per collegare le due braccia della squadra, era soggetto alla ruggine e poteva allentarsi o rompersi.

Ecco che, conseguenzialmente, le squadre utilizzate dai muratori medioevali erano facilmente soggette a non rimanere “squadrate” a lungo.

Esse dovevano, quindi, essere sottoposte ad attenti e costanti controlli per verificare che possedessero l’angolo giusto (90°).

Fu necessario, quindi, adottare un metodo per misurare, velocemente ed efficacemente, l’angolo della squadra; un metodo talmente efficace che, quando utilizzato, si era certi che un M.M. “non potesse errare”.

E allora come facevano i muratori operativi per provare la correttezza dell’angolo delle loro squadre ?

Ecco che la Geometria Euclidea veniva in loro soccorso.

Leggiamo dal Masonic Handbook edito dalla G.L. di California:

“disegnate un punto qualsiasi su una circonferenza; disegnate una linea che partendo da questo punto attraversi il centro della circonferenza; collegate infine il punto con i punti alle estremità del diametro: il risultato è una squadra perfetta”.

Si tratta, in altre parole, del diagramma con il quale Euclide provò la proposizione di Talete.

Questo era il segreto che i massoni operativi utilizzavano per “provare la propria squadra”. Ecco perché grazie al “centro” un Massone era certo di “non potere errare”.

Ma esiste un metodo alternativo per potere realizzare un triangolo retto (i.e. una squadra), sempre utilizzando la circonferenza ed il suo centro, ma questa volta utilizzando due linee parallele e tangenti la circonferenza stessa.

Per esigenze di spazio evitiamo di esporre la dimostrazione che, però, vedete qui rappresentata graficamente (fonte: Monson, B.R. Geometry in a Nutshell, University of New Brunswick - 2005 ).

Ecco riapparire l’immagine a noi più familiare, il cui messaggio simbolico che ne è derivato è che “quando un massone circoscrive la sua “squadra” tra questi punti, è impossibile che possa essere in errore”.

Come abbiamo detto prima, ognuna di queste interpretazioni è valida ed efficace, nei limiti della premessa che abbiamo fatto, ma, in realtà, nessuna di esse aggiunge nulla all’ermeticità del simbolo stesso.

Seppur, infatti, il Massone può (anzi, deve) approfondire la propria conoscenza nella Sapienza delle tradizioni esoteriche, è altrettanto vero che scopo del suo studio è “l’Uomo”, anzi, per essere più esatti, deve trarre dai suoi studi delle regole di vita e di condotta.

In altre parole, uno scopo etico e morale, il famoso significato “Anagogico”.

E allora, a tale scopo, ci sembra più che pertinente quanto riportato, sul punto, da Fabio Venzi[1] nella sua allocuzione “Per un Canone Massonico”.

In tale scritto, infatti, egli, nel citare un testo di Mircea Eliade (“Immagini e Simboli”), affronta proprio il tema del Centro, così concludendo: «…In particolare, nel primo saggio, “Il simbolismo del "Centro"”, l'autore documenta la forza demiurgica e pervasiva dell'immagine del Centro, inteso come origine, ombelico del mondo, il quale assoggetta l'informe a un ordine superiore e arcano e comunica inoltre con gli uomini, concedendo loro il potere di straordinarie metamorfosi. È con il "Centro" che nella Liberamuratoria un Fratello può ritrovare i misteri perduti dell'architetto Hiram. Infatti, nel Rituale Emulation, durante l'apertura della Loggia nel Terzo Grado, il 1° S. comunica che cercherà di ritrovare i misteri smarriti per la prematura morte di Hiram Abif con l'aiuto del "Centro".

Il 2° S. specifica che il Centro è il punto all'interno di un cerchio dal quale ogni punto della circonferenza è equidistante.

Questa è la spiegazione simbolica, che nasconde esotericamente il vero significato del "Centro". Nella chiusura in 2° Grado, il 1°S., spiegando il luogo dove è situato il Simbolo sacro ritrovato, lo situa nel "Centro" della costruzione e lo definisce "Il Grande Geometra dell'Universo".

Il Centro non è altri che Dio che è misura di tutte le cose e che guida e governa la ricerca del Sapere perduto...»

Ebbene, vedete quanto può essere profondo ed importante il significato di un simbolo troppo spesso dimenticato.

Nel senso speculativo, noi intendiamo il simbolo del punto all’interno del cerchio quale un metodo per valutare e testare la rettitudine delle nostre intenzioni e della nostra condotta, e grazie ad esso regoliamo le nostre azioni con la squadra della virtù, alfine di poter lavorare, “senza errore”, A.G.D.G.A.D.U.

I Massoni Operativi costruirono Cattedrali per esaltare la gloria di Dio; noi, Massoni Speculativi, dobbiamo cercare di costruire il Tempio interiore, per esaltare la Gloria del G.A.D.U.

Entrambe sono costruzioni bellissime, entrambe sono costruzioni massoniche.

Con la collaborazione di Giuseppe Bentivegna



[1] Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia



Comunicazione dell’autore (Michele Barresi) da un lavoro in corso di stampa per i tipi della Tipheret, soggetta alle leggi del Copyright.

venerdì 1 luglio 2011

La fine del male ed il ritorno a Dio

Comunicazione dell’autore (Michele Barresi) da un lavoro in corso di stampa per i tipi della Tipheret, soggetta alle leggi del Copyright.

La fine del male ed il ritorno a Dio

 
Perché interrogarsi sulla natura e l’origine del male?
Il nostro bisogno di separare luce ed ombra, bene e male non è che il frutto della cecità che ci impedisce di vedere l’ unità celata dietro l’apparente gioco dei contrari.
Anche un Iniziato o un Maestro potrebbe rispondere in modo simile al neofita suo discepolo che gli chiedesse quale sia l’origine del Male:: “Bene e Male non sono che illusioni, non sono che Maya”. ( è l’immenso complesso delle apparenze che fluttuano intorno a noi, il tessuto stesso del mondo, composto con la trama dei nostri sogni; è l’infinito mutare delle immagini che ci fa credere a qualcosa di reale al di fuori di noi. In senso metafisico rappresentava il principio dell’essere, opposto prima al corpo e poi al non-essere.)
La Bibbia parla di due diversi tipi di conoscenza (Da'at): quella dell’albero del bene e del male e quella dell’unione tra Adamo ed Eva.[1]
Cabalisticamente Hesed e Geburah sono le braccia, rispettivamente destra e sinistra, di Dio, due poli della personalità divina: amore che fluisce liberamente, giudizio rigoroso, clemenza e restrizione.
Entrambe sono essenziali per il corretto funzionamento del mondo.
Idealmente il raggiungimento di un equilibrio è simboleggiato dalla sephirah centrale, Tipheret (Bellezza), anche chiamata Rahamim (Misericordia). Se il giudizio non è ammorbidito dall’amore, esso attacca con violenza e minaccia di distruggere la vita.
Qui riposa l’origine del male, chiamato Sitra Ahra, l’Altra Parte.
Da una prospettiva più radicale, il male deriva dal pensiero divino che, prima di emanare il bene, elimina gli scarti.
Il demoniaco è radicato nel divino.
Geburah, Potenza della FortezzaQuesta Sephirah è anche chiamata PChD, Pachad, Paura.
É considerata la Sephirah da cui il Male e il potere della Sinistra agiscono nel mondo
Il Male sarebbe l’incapacità dell’uomo di ricevere l’influsso delle Sephiroth. Secondo questa concezione il Male non ha dunque realtà ontologica ma è solo separazione dall’Emanazione.
Nel Bahir, tuttavia, la Sephirah Geburah è definita “mano sinistra del Santissimo” e anche “Una qualità il cui nome è Male” e la cui essenza è coercizione e limitazione (e viene dunque legata anche alla morte).
Il regno tenebroso dei poteri demoniaci, pur essendo stato emanato da Dio, tuttavia non appartiene più al mondo della santità e delle Sephiroth.
Esiste una gerarchia completa delle “emanazioni della sinistra”, che riceve il suo potere da Geburah in quanto continua a ricevere nuova forza dalle azioni peccaminose dell’uomo, quelle che, come si è detto, lo allontanano dalla conoscenza degli archetipi emananti e utilizzano i simboli per disperdere anziché per riunire.
La cosmogonia cabalistica (la descrizione della creazione del mondo) presenta dei lati molto vicini alle più moderne teorie scientifiche.
Vedremo come l’informatica ci sarà utile.
Tzimtzum. Restrizione. Dio crea il mondo a partire dalla Luce Infinita.
La prima azione consiste nel creare in essa uno spazio vuoto capace di ospitarla.
Ciò viene effettuato tramite lo Tzimtzum, un volontario restringimento dello spazio occupato dalla Santità divina.
In realtà, la nascita dello spazio, come lo intendiamo noi, è il risultato dello Tzimtzum originario.
In questo sistema l'En Sof si contrae in sé al momento della creazione, lasciando spazio per il mondo, ma anche per il male: compito dell'uomo diventa quindi la redenzione (tiqqun) del mondo e il ricongiungimento con la divinità.
Nella mia visione trascendentale, quando parlo di redenzione del mondo intendo la redenzione (o forse rieducazione) di quella parte di spirito che Dio pur mantenendo in se (non potrebbe essere altrimenti), ha relegato in quella zona di Se Stesso alla quale nega la Luce e la Sua Visione. Parlo di quegli Spiriti che seguirono Lucifero.
Per redenzione del mondo intendo la redenzione di questi spiriti e nelle precedenti tavole ho già parlato di quello che nella mia visione del “di più” è il programma di Dio.
Malkuth è il simbolo della legge orale, transeunte e legata agli eventi storici e dell’albero della conoscenza del Bene e del Male.
É proprio il suo rapporto con la legge orale a fare di Malkuth la porta attraverso la quale l’uomo può iniziare la sua ascesa verso il mistero divino.
All'inizio del XIV secolo si cominciarono a distinguere cabalisticamente quattro mondi nel creato:
la Atzilút (emanazione), (il più alto e nobile, bene assoluto);
la Beriáh (creazione), (il secondo, il comparire di qualcosa dal nulla, la creazione ex-nihilo) *
la Yetziráh (formazione), (il terzo, il mondo degli archetipi, dei simboli, degli angeli, dove male e bene sono presenti insieme).
Asiyáh (realizzazione. l'ultimo e più basso, dove ciò che conta è l'agire, i risultati, la materia, dove il male tende a prevalere).
Oggi, e in genere nell’epoca nella quale viviamo, l’enfasi maggiore va posta su Da’at.
Il sefer Yetzirà, il più antico testo di Cabalà, nel capitolo primo, afferma in modo perentorio:
“Dieci è il numero delle Sefiroth ineffabili, dieci e non nove, dieci e non undici. Intendi con sapienza, e sii saggio con intelligenza, investiga questi numeri, e trai da loro conoscenza, il disegno è fisso nella sua purezza, e riporta il Creatore nel Suo luogo.”
Da’at non è una sephirah : è la Conoscenza.
Dice la Torah:
egli (Betzalel) era dotato di spirito divino,
di saggezza (Chokhmah),
di intelligenza (Binah) e
di buonsenso (Da’at) [2]
La Daat ha a che fare col senso comune, l'intelligenza di base, è insomma il discernimento di tipo pratico.
Da’at ha un aspetto di dualismo estremo.
Nella simbologia dei colori, essa è bianco-nero.
Nel giardino dell’Eden è divisa tra bene e male.
Ci muoviamo tra l’una e l’altra di queste due sponde, avanti e indietro, guidati dal libero arbitrio, e dalla conoscenza.
Se la conoscenza è separatrice (mette in enfasi diversità ed esclusività), non c’è riparo, non c’è sosta, non c’è sollievo.
E ciò è vero per qualunque campo al quale la conoscenza venga applicata, pratico, affettivo, scientifico, filosofico, artistico, umanistico, politico, teologico, religioso.
Se la conoscenza è unificatrice (ricerca legami, paralleli, sincronicità, appartenenze, pur se a livello di radice), tra bianco e nero scopriamo una scala di 256 grigi (per applicare una metafora tratta dalla moderna grafica dei computer). 256 è il valore numerico (ghematria)di:
Aronne (Aharon)
Fuoco (Nur)
Re Superno (Melekh Elion).
Valutata nel senso più corretto, quello che ci deriva dall’ebraico con tutte le sue straordinarie capacità alfabetiche e numeriche la nostra consapevolezza viene guidata dalla scintilla interiore del Grande Sacerdote, colui che utilizza il fuoco (l’energia) al servizio del Re Superno, cioè di Dio, e non degli innumerevoli idoli che la consapevolezza separata gli sovrappone.
Ma torniamo all’informatica che abbiamo ricordato.
Tutti sanno che il linguaggio utilizzato dai computer, e nelle trasmissioni digitali, è il sistema binario. Si tratta di una sequenza di impulsi riconducibili al susseguirsi di “pieno – vuoto”, 1 e 0.
Il codice binario rappresenta lettere e numeri semplicemente come sequenze più o meno lunghe di “stati opposti”, ad es.: 00110110.
Si capirà facilmente il legame di un tale sistema simbolico con Da’at, la non-Sephirah della conoscenza acquisita, degli opposti, del bene e del male, del bianco e del nero, dell’1 e dello 0.
Mentre nel mondo dell’azione, dell’emozione, e del pensiero umano, si cerca sempre di tracciare il confine tra bene e male, nell’essenza interiore di Da’at, fatta del contrasto tra bianco-nero, o tra 1 e 0, è del tutto impossibile stabilire un ordine di priorità o di preferenze.
Nessuno potrebbe dire se sia meglio il bianco o il nero, l’1 o lo 0.
Si possono solo esprimere preferenze ed opinioni, ma fondamentalmente tra quegli opposti c’è una totale interdipendenza, c’è una necessaria complementarità.
Il nostro grande compito è allora di utilizzare la danza degli opposti di Da’at come la fonte del motore energetico dell’evoluzione dalla specie umana alla specie adamitica “edenica” (Adam nel giardino dell’Eden).
Secondo un’antica tradizione, sia talmudica che cabalistica, ogni scoperta della scienza ha lo scopo profondo di avvicinarci maggiormente all’era della redenzione globale e definitiva.
L’informatica, in particolare Internet, proprio per via del suo basarsi in un modo così totale sull’oscillazione tra due opposti, può oggi venire utilizzata come veicolo privilegiato per la diffusione della consapevolezza interiore, per rettificare Da’at.
Da’at è il massimo della libera scelta. Tutto dipende dall’uso che ne facciamo.
Un detto talmudico afferma: “Colui che viene per purificarsi, gli viene aperta la porta; colui che viene per contaminarsi, gli viene aperta la porta”.
Vale a dire, “gli strumenti ci sono, l’aiuto dall’alto anche, tutto dipende da ciò che la persona cerca, dal dove si focalizza la sua volontà, la sua attenzione”.
Nell’undicesima Sephirah[3], quella dei baalei teshuvà, dei “maestri del ritorno”, in Da’at, la danza frenetica di un’interminabile sequenza di 1 e di 0, di essere e di non essere, non genera più un solo problema esistenziale, ma può diventare il supporto, la “merkavà”, per una accelerata crescita della consapevolezza messianica.
Nella Da’at saggezza interiore (esoterismo) e saggezza esteriore (essoterismo), si abbracciano e si aiutano.
Il processo di emanazione delle Sephiroth avviene al di fuori del tempo, quindi non genera alcun cambiamento nell’En-Sof, che resta identico a sé stesso.
Il Male è generato dalla scarsezza di influsso delle Sephiroth nelle creature.
Interessante conoscere il riassunto degli insegnamenti cabalistici relativi alla natura dell’anima contenuto nella Clef des Mystères (Chiave dei Misteri) di Eliphas Levi, in quanto
Il velo dell’anima è anche il guscio dell’immagine.
L’immagine è duplice perché riflette egualmente il buono ed il cattivo angelo dell’anima.[4]

Per via dell'eccessiva lunghezza dell'articolo, è stato diviso in due parti. Per leggerlo nella sua interezza bisogna cliccare su continua a leggere qui di seguito. 
Comunicazione dell’autore (Michele Barresi) da un lavoro in corso di stampa per i tipi della Tipheret, soggetta alle leggi del Copyright.